Una pensilina per parcheggi è una struttura fotovoltaica alla scala di un piazzale intero: decine di posti auto, potenze che si contano in centinaia di kilowatt. Il principio è quello di una pensilina domestica, ma tutto il resto cambia.
Chi è interessato
- Centri commerciali e superfici di vendita
- Zone industriali e artigianali
- Strutture ricettive: alberghi, centri congressi
- Enti pubblici: comuni, scuole, ospedali, impianti sportivi
- Concessionarie e depositi di veicoli
La superficie migliore che esista
Un parcheggio è piatto, libero da ombreggiamenti, già urbanizzato e già impermeabilizzato. Non consuma terreno agricolo, non tocca alcun tetto, non richiede alcun cambio di destinazione.
È anche la superficie dove l’orientamento è completamente libero: le file di pensiline si dispongono nella direzione migliore, indipendentemente dall’orientamento degli edifici vicini.
Il punto che decide il progetto
Non è la superficie disponibile: è la potenza di allacciamento.
Oltre una certa potenza, l’immissione in rete richiede una verifica del gestore, e talvolta un rinforzo della linea o della cabina. È la prima domanda da porre, prima ancora di contare i posti auto: il gestore di rete può accogliere questa potenza in questo punto?
La risposta condiziona tutto il progetto, e talvolta porta a dimensionare l’impianto sull’autoconsumo piuttosto che sulla superficie.
La struttura
Su un parcheggio, le esigenze sono precise: altezza libera sufficiente per i furgoni, luci ampie tra i pilastri per le manovre, e piedi dei pilastri protetti dagli urti.
Acciaio zincato, calcolato secondo la norma svizzera SIA 261 per il carico di neve e di vento del comune. Su queste dimensioni la nota di calcolo non è un documento formale: è il cuore del progetto.
Lo smaltimento delle acque
È il tema che si sottovaluta sempre. Coprire mille metri quadrati significa concentrare la pioggia in punti precisi invece di lasciarla distribuita. Il Comune chiederà come viene gestita, e la risposta va progettata insieme alla struttura, non aggiunta dopo.
La ricarica
Un parcheggio coperto è il luogo naturale per un parco di colonnine di ricarica. I veicoli restano fermi durante le ore di produzione: la coincidenza è perfetta.
Da prevedere fin dall’inizio: la gestione dinamica dei carichi, che ripartisce la potenza disponibile tra le colonnine invece di sommarle. Senza, la potenza di allacciamento necessaria esplode.
Come si avvia un progetto
Con tre dati: il piano del parcheggio, il profilo di consumo del sito e il contatto del gestore di rete. Da lì si sa in poche settimane se il progetto è realizzabile e a quale potenza.
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Fonti e metodo. Carichi di neve e di vento: norma svizzera SIA 261, secondo la nota di calcolo della particella. Condizioni di allacciamento e potenza immettibile: da verificare presso il gestore di rete competente. Smaltimento delle acque: fa fede il Comune. Stato: agosto 2026.
